Che cos’è il contratto psicologico?

contratto psicologico

Il contratto stipulato all’inizio di un rapporto lavorativo ha un carattere tecnico-giuridico, ma non è sufficiente a racchiudere in sé tutte le sfaccettature della relazione azienda-dipendente. Il rapporto di lavoro è fatto da:

1 – Relazione di scambio

2 – Relazione gerarchica

3 – Relazione sociale e psicologica

Il contratto giuridico tradizionale può soddisfare al massimo i primi due punti, ma non il terzo che può essere definito solo con il contratto psicologico. Questo viene definito come:

“La disposizione interiore ad adempiere una obbligazione di tipo tecnico-giuridico o a vivere la relazione con spirito di collaborazione, di fiducia e con un forte impegno a che le attese, implicite ed esplicite, formali e informali, che sono alla base della relazione trovino una risposta reciprocamente soddisfacente.” (G. Costa – M. Gianechini, Strategia Risorse Umane e Valore)

Il contratto psicologico richiama quindi una serie di aspettative non scritte tra datore di lavoro e dipendente (fatto di potenzialità, capacità, ecc..) e si caratterizza per una forma più fluida rispetto al contratto giuridico: infatti può modificarsi del tempo adattandosi a nuove esigenze sociali e culturali. I temi che generalmente riguardano il contratto psicologico sono:

  • Sviluppo delle capacità e delle conoscenze individuali;
  • La motivazione professionale;
  • La qualità delle relazioni con i superiori e i subordinati;
  • Il ruolo assegnato in azienda;
  • Il codice etico aziendale;
  • La percezione di equità;
  • Il supporto e le aspettative che il lavoratore si attende dall’azienda e viceversa

Al momento della firma del contratto di lavoro, ciascun lavoratore formula le aspettative personali (compenso, orario di lavoro, giorni di ferie, formazione professionale, possibilità di carriera, ecc.) da conciliare con quelle dell’azienda (rispetto degli orari, raggiungimento degli obiettivi, ecc.). Se dovessero venir meno le aspettative di una delle due parti o di entrambe, si genererebbe uno squilibrio tra il contratto formale e quello psicologico. L’azienda si riterrà poco soddisfatta, mentre nel lavoratore matureranno demotivazione e frustrazione.

Ma quando viene sottoscritto il contratto psicologico?
Già in fase di selezione, o meglio di colloquio. E’ qui che il lavoratore e l’azienda iniziano a negoziare i termini del contratto psicologico:

a) l’azienda valuta quali sono le probabilità che la persona sia adatta al ruolo

b) il candidato inizierà a valutare se si sente a suo agio in quel contesto lavorativo

E’ una fase molto delicata dalla quale deriverà il rapporto con gli altri colleghi, superiori, fornitori e clienti. I vantaggi della buona gestione del contratto psicologico sono molti:

  • Potenziamento dei legami tra individuo e organizzazione;
  • Riduzione dell’incertezza organizzativa;
  • Miglioramento del commitment e dei comportamenti extraruolo.

Qualora il contratto psicologico venga spezzato può portare gravi conseguenze anche per un lavoratore qualificato e potrebbe riversare gli effetti negativi anche sugli altri lavoratori in azienda.

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