Come guidare con successo la transazione tra un’epoca aziendale e quella successiva?

ricambio generazionale

Il tema della trasmissione d’impresa, meglio conosciuto come “ricambio generazionale”, si stima che riguardi nel nostro Paese circa un milione e mezzo di realtà imprenditoriali. Se il passaggio generazionale è da sempre comunemente inteso come il passaggio del testimone da padre imprenditore a figlio, oggi il junior può essere un manager esterno o un collaboratore aziendale, in grado di mantenere attiva la vitalità dell’azienda e sviluppare le strategie. Il dato drammatico è che il terzo delle aziende italiane non riesce a portare a termine con successo il primo cambio generazionale e soltanto il 15% sopravvive al secondo. Il fenomeno è aggravato da fattori esterni: è sempre maggiore la velocità di cambiamento dell’ambiente in cui l’impresa opera così come sempre più complesso il suo quadro economico.

Solo interpretando il complesso processo del cambiamento generazionale come vera e proprio “azione di sistema” si può dar vita ad una serie di interventi progettuali concreti, innovativi ed efficienti che vanno condivisi e trasferiti modelli da reiterare.

In questa dinamica la formazione e l’innovazione e la formazione rappresentano i due fattori strategici di vita aziendale, insieme ad una sana gestione finanziaria.

Fondamentali nel traghettare l’impresa verso una nuova direzione sono la formazione dello junior e la sensibilizzazione del senior: si tratta di un percorso lungo, che trova le sue radici nella convinzione che l’apprendimento può trovare concreta realizzazione solo partendo dall’esperienza professionale e innescando un circolo virtuoso di pensiero-azione-riflessione. Questa fase di formazione si svolge in un periodo di medio-lungo termine e prevede fasi integrate di analisi, orientamento, coaching e tutoraggio.

Il coach specializzato nelle dinamiche comportamentali offrirà un contributo continuo finalizzato a favorire i rapporti tra senior e junior all’interno dell’ambiente aziendale. Il suo compito non è risolvere i conflitti o cercare in soluzioni passate i modelli da seguire, ma aiutare il junior a diventare consapevole, responsabile, indipendente e autonomo nell’agire con azioni concrete, misurabili, osservabili. Il coach non è direttivo, è neutrale e non deve porsi come influenzatore: al contrario è solamente un facilitatore.

Accanto al coaching, altra attività di supporto è il tutoraggio, che permette al giovane imprenditore di svolgere attività su rotazione in tutte le aree aziendali, al fine di prendere una visione completa ed integrata della proprio impresa in modo da poterne identificare i punti critici e le eccellenze.

In conclusione, il problema della continuità d’impresa, impone un’attenta riflessione e un’azione energica nel contrastare i rischi connessi ad un approccio superficiale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...