Il capitale umano come strumento di valorizzazione e competitività aziendale

risorse umane

Sin dapprima di Thomas Steward e Thomas Davenport, alla fine degli anni ’90, si è iniziato a parlare di capitale umano. Il termine si è diffuso velocemente ma, almeno in Italia, non ne sono mai state applicate le conseguenti politiche aziendali. Ad incidere su questa scelta son senz’altro le difficoltà legate alla crisi che hanno spinto le aziende a:

  • privilegiare scelte basate sul breve periodo;
  • sottrarsi ad un approccio strategico;
  • approfittare di comode soluzioni proposte dal welfare piuttosto che procedere con soluzione che prevedevano un investimento iniziale più consistente.

Ma oggi investire sulle persone non deve più essere una metafora, ma deve diventare una scelta gestionale consapevole in grado di valutare e valorizzare del ruolo di ogni dipendente che concorre al raggiungimento del successo d’impresa. Tutto questo comporta:

  1. Identificare il Capitale Umano: valutare le persone non solo per le loro competenze, ma anche per il contributo al valore aziendale che apportano.
  2. Comprendere l’impatto della persona sui risultati: considerare il contributo della singola persona che elemento di forza nella competitività aziendale.
  3. Selezionare i fattori chiave per orientare le performance: ovvero considerare la persona nel contesto strategico e competitivo dell’azienda: ossia attuare un sistema di recognition conosciuto, condiviso e competitivo.
  4. Valutare profili, fabbisogni e trend: imparare a conoscere i propri dipendenti, così da fornire loro il ruolo più adatto e la giusta motivazione per perseguire al meglio gli obiettivi aziendali.
  5. Riconoscere le persone come asset e non come costi: cioè costruire una cultura d’impresa tangibile e condivisa, che esuli dai teorici concetti di Mission e Vision fini a se stessi.

Ovviamente tutto ciò richiede una revisione completa di tutto l’apparato organizzativo dell’azienda ma non è un caso che le aziende che hanno intrapreso questa scelta alcuni anni fa ora risultino più competitive e solide. Va da sé che la competitività e la buona gestione delle imprese si ripercuota positivamente anche su tutto il Paese.

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