Agenda Digitale: la rivoluzione digitale nel sistema scolastico

innovazione tecnologica scolastica

Oggi, con l’avvento della rivoluzione digitale la conoscenza attinta dalla rete si fa disponibile e accessibile a tutti, diventando a tutti gli effetti il motore propulsivo dell’attività economica umana.

La tecnologia ha permesso l’accesso a contenuti in maniera democratico e molte volte gratuito: si pensi all’enciclopedia libera Wikipedia, ai documenti di Slideshare o ai tutorial di YouTube, per non parlare poi dei centinaia di corsi online gratuiti.

Per le aziende l’innovazione tecnologica espressa per esempio con il Digital Marketing, Mobile, E-Commerce, il Cloud o la Business Intelligence rappresentano dei grossi cambiamenti in termini di business. E allora mi chiedo: che ruolo ha la formazione scolastica in tutto questo?

L’attuale sistema educativo risente dell’impostazione di molti decenni fa, mentre la scuola deve agire come strumento potente in grado di far crescere l’innovazione e gli innovatori. Le future generazioni dovranno essere spinte ad un approccio positivo verso l’innovazione e la scuola li deve supportare in questo processo. Per questo vanno coinvolti tutti gli stakeholder del caso: dirigenti scolastici, insegnati, studenti, personale, istituzioni pubbliche, forze sociali e la politica.

A questo proposito il Governo è chiamato a confermare che l’innovazione della scuola è una priorità dell’Agenda Digitale. Le scuole dovranno disporre di una rete a banda larga, di attrezzature tecnologiche all’avanguardia (tablet, pc, lavagne interattive) e software specifici che possano favorire l’insegnamento e l’apprendimento, nonché prodotti editoriali che possano sostituire/completare i libri di testo. Nasce l’esigenza del passaggio dalla didattica trasmissiva a un sistema di apprendimento collaborativo ed esperienziale. Gli insegnanti non saranno più meri depositari del sapere ma guide in grado di indirizzare gli studenti all’orientamento e gestione delle nuove tecnologie. Un monito va anche alle aziende ICT che devono creare hardware e software adeguati, considerano il mondo scolastico non solo un business ma un investimento culturale per il nostro Paese.

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