Il manager specializzato in internazionalizzazione per uscire dalla crisi

Giulio Guidi consulenza

Per le imprese marchigiane che intendono diversificare il business o internazionalizzarsi per uscire dalla crisi è importante seguire alcuni step necessari:

  • Internazionalizzare l’intera catena del valore, abbandonando il vecchio modello import-export
  • Investire in risorse internazionali (commerciale, marketing, produzione, risorse umane, finanza)
  • Rivedere la formula strategica domestica e valutarne i punti di forza e debolezza alla luce dei mutati fattori critici di successo
  • Ripensare gli assetti organizzativi e dimensionali accrescendo la vocazione cooperativa e puntare sullo sviluppo qualitativo delle risorse.

Dagli esempi che quotidianamente osserviamo nella consulenza direzionale offerta da Sida, oltre che dall’analisi dei dati macro economici che interessano l’Italia e la Regione Marche, notiamo che le PMI del territorio marchigiano attraversano ormai da anni una crisi strutturale che si aggiunge ad una crisi congiunturale.
La piccola e media impresa è cresciuta e si è strutturata sull’onda dello sviluppo della domanda interna, ora che si riscontra una stagnazione della stessa è fondamentale rispondere in maniera dinamica e interfacciarsi con l’estero, puntando su Paesi interessanti ad alti tassi di crescita dove l’offerta è ancora insufficiente per rispondere alla veloce e crescente domanda. Parliamo di paesi dell’Est Europeo, Emirati Arabi, Paesi del Mediterraneo e dell’America Latina, senza menzionare l’ormai “nota” Cina.

Scegliere questo mutamento di struttura della domanda e  le opportunità che ne conseguono è la sfida che le PMI devono compiere effettuando una revisione strategica del business.

Quando parliamo dunque di salvataggio delle PMI intendiamo la necessità di una strutturazione organizzativa e tocchiamo da vicino le risorse umane. Nello specifico le azioni da intraprendere per gestire il cambiamento organizzativo sono:

  • Maggiore attenzione alla ricerca dei talenti: scelta tra un bacino internazionale di candidati (junior e non), rivolgendosi a recruiter ed head hunter professionisti del settore.
  • Investimento strategico nel capitale umano: predisposizione di momenti di formazione, orientamento professionale e consulenza alla carriera per lo sviluppo di competenze delle risorse già impiegate in azienda.
  • Razionalizzazione dei processi e politiche di incentivazione: la definizione di responsabilità, informatizzazione e automatizzazione di procedure interne sono fattori che aumentano la produttività. Introdurre l’approccio di aziende modernamente organizzate deve essere l’anello di congiunzione con incentivi e premi assegnati ai collaboratori più produttivi.

A questo proposito nelle consulenze direzionali propongo la realizzazione di un Comitato Strategico interno all’azienda, per accompagnare il management all’adozione di modelli organizzativi e gestionali innovativi, che sappiano valorizzare la produttività dei collaboratori interni attraverso road map e responsabili di progetto, ma che allo stesso tempo non facciano perdere di vista la spinta imprenditoriale che caratterizza le piccole e medie imprese marchigiane.

Consiglio infine la lettura del programma del Master Sida in International business Development, per tradurre in pratica i suggerimenti menzionati in precedenza, riguardo ai temi di specializzazione del management, internazionalizzazione e investimento in risorse umane.

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